Da queste parti la ludoteca come la intendiamo noi non è molto conosciuta, grazie al lavoro svolto dall'Associazione durante la missione di Gennaio qualcuno ha capito che è un luogo dove i bambini posso esprimere la loro creatività e possono giocare. Il gioco è poco conosciuto, i bambini sono comunque braccia da lavoro e i pochi fortunati che non hanno assegnato un compito passano il tempo giocando con quello che la natura gli offre, un bastone, un fiore o semplicemente stando in compagnia.
Qualche materiale lo troviamo, molto lo abbiamo portato dall'Italia, cominciamo a pulire la stanza a montare una piccola tenda e il biliardino, siamo tutti un po' spaesati ci chiediamo se e come potremmo fare per attirare i bambini, come faremo con la lingua e cosa gli faremo fare. Il tempo per i pensieri però è molto breve, siamo ancora indaffarati nel sistemare la stanza che cominciano ad arrivare i primi bambini.
Le prime ad arrivare sono Thaussi, Kabula e Mwanne, tre storie che vale la pena raccontare per iniziare a capire in che realtà ci troviamo.
Thaussi
13 anni, è stata ricoverrata in ospedale per febbre, le dottoresse la troveranno nel letto nuda, il tempo di trovarle un pigiama celestino che le stia bene e subito in ludoteca a giocare a ridere e passare il tempo cosi come tutti i bambini fanno normalmente da noi. La cosa che non scorderò mai di lei è il suo pianto l'ultimo giorno prima delle dimissioni dall'ospedale. Vedevamo che era strana e triste, pensavamo un ripresentarsi della febbre e invece il suo dispiacere era di lasciare noi e i suoi nuovi compagni di gioco dopo aver passato dei giorni in un modo che forse fino a quel momento non aveva mai fatto... giocando. Per noi è stato un messaggio forte, quelle lacrime, anche se tristi, erano il risultato di momenti di serenità e spensieratezza che siamo riusciti a donare ad una bambina.
Kabula
13 anni, è stata ricoverata in ospedale per un morso di serpente, il risultato è un deficit motorio della mano destra, il veleno paralizzante le ha provocato danni alla muscolatura, adesso è in attesa che un chirurgo plastico la visiti, forse verso la fine dell'anno. Di lei non sorderò mai la dedizione con cui preparava e cuciva vestitini per le bambole.
Mwanne
5 anni, probabilmente una forte infezione le ha provocato la perdita del palato e del labbro superiore, il suo volto sfigurato dalla malattia ti colpisce. Da noi in Italia, una bambina in quelle condizioni verrebbe destinata a strutture specializzate, credo che difficilmente verrebbe accettata in una scuola normale.Probabilmente i suoi compagni di classe la prenderebbero in giro o quanto meno la tratterebbero come "diversa". Qui invece è considerata come tutti gli altri, non importa se il suo volto è sfigurato, non importa se non parla bene, nessun bambino o adulto le fa pesare la sua diversità. Questa cosa mi fa riflettere e anche tanto, noi la diversità la viviamo male. Anche lei è in attesa di un chirurgo plastico, le probailità di ricostruirle il viso sono alte, bisogna solo aspettare che cresca un po'.
Baraka uno di loro aveva poi il compito più divertente: quello di andare a recuperare i giochi che altri bambini si erano presi e portati nelle loro stanza. Veniva da me mi chiamava per nome e mi diceva: "Mauro wewe mchezo" che tradotto significa "Mauro il gioco è tuo". Sicuramente un grande ruffiano, visto che uno dei primi giorni è stato lui per primo a mettersi in tasca dei giochi e che per sua sfortuna, prendendolo im braccio si è fatto scoprire.