Io e Mauro due anni fa ci siamo presi il “Mal d’Africa”. Siamo andati in viaggio di nozze in Sud Africa, Botswana e Zimbabwe. Siamo rimasti affascinati dai paesaggi, dai profumi, dai colori e ancor di più dalle persone e dal loro modo di affrontare la vita. Abbiamo visto i posti più ricchi e più belli, ma nello stesso tempo abbiamo sfiorato la vera Africa quella che inevitabilmente ti colpisce, ti inquieta, quella da cui vuoi scappare o quella dove vuoi e devi ritornare.
Il viaggio da turisti ci ha lasciato un senso forse di disagio, perchè si intuisce che la vera Africa è quella che ti scappa, quella che carpisci cammindo coi i pulman e guardando dai finestrini, quella che spii dagli alberghi di lusso. Da qui è nata la nostra voglia irrefrenabili di tornare non da turisti che unita all’incontro con
Ermanno ci ha portato qui quest’anno.
Siamo partiti da Dar Es Salam alle sei circa con due jeep cariche di bagagli e del nostro entusiasmo e siamo arrivati alla missione alle 21.00 tutti storditi e pensierosi.
Le persone in Africa camminano, camminano sempre, ad ogni ora. Anche se per chilometri non hai incontrato nè villaggi nè capanne nè pozzi vedi comunque donne che camminano con secchi d’acqua, con sacchi, con ceste; bambini che tornano da scuola, anche se tu ti chiedi “da quale scuola?”. Ma sul ciglio della strada asfaltata a rapida percorrenza, non ci sono solo persone che camminano, ma anche bambini che giocano, donne che vendono sacchi di carbone, uomini con banchetti pieni di cocco o mango.
I villaggi ti passano rapidamente accanto, ma sai che sono villaggi solo dopo che telo hanno detto. Sono due o tre case fatte con mattoni di fango e con tetto di paglia con vicino baracche di lamieri con insegne di improbabili negozi.
...la strada improvvisamente si interrompe, l’asfalto è finito ed inizia la strada sterrata che ci porterà a destinazione...80 km circa...più di tre ore di viaggio...ma mano che i chilometri passano ci addentriamo nella savana...solo vegetazione brulla, polvere, sabia. Oramai sono le sette il sole è tramontato, la strada è veramente impervia, non si incontrano più macchine o camion, intorno non si sentono rumori.
Non ci sono luci all’orizzonte se non quelle delle stelle; ti fermi a pensare come sia possibile che non ci siano luci intorno a te. Questo significa che non ci sono case, non c’è corrente, non ci sono esseri umani e strutture. C’è solo vegetazione e animali, ovviamente. Animali significa leoni, elefanti, iene...mentre cerchi di razionalizzare dove sei, quali possono essere i pericoli; mentre ti rendi conto che se la jeep si ferma nessuno ti può soccorre, non ci sono carri-attrezzi, officine;mentre ti guardi intorno e vedi solo il buio della notte..ecco che sul ciglio della strada noti un’ombra, una persona che cammina. Ma dove va? Come fa a vedre al buio?E le fiere della savana?....con la sensazione strana di essere in un mondo ed in una realtà totalmente diversa non solo dalla nostra ma anche