L'Africa che ride e soffre ti tocca il cuore,ti stringe la mano e prega per te
Sveglia alle ore 7:15, finalmente cominciamo a lavorare. Eleonora affiancherà Alessandra e Beatrice, le due dottoresse del Bambin Gesù che da ormai due mesi seguono il reparto di pedratria, Ermanno è pronto per smaltire la lunga fila che dal giorno prima si è formata nel suo ambulatorio, io, Isabella, Concetta e Serena andremo ad aprire la ludoteca. Quest'anno, grazie al contributo del "Distretto A di Alatri", sarà possibile riaprire il servizio, "Wanja wa michezo" (in swhaili, stanza dei giochi).
Domenica 3 Agosto, primo giorno a Itigi, la sveglia è alle ore 07:30, alle 08:30 inizia la messa nella chiesa dei padri del preziosissimo sangue. La cerimonia, in lingua Shwaili, è un tripudio di colori e musica. Le donne vestite delle loro coloratissime chitenghe, con i loro "watoto" (bambini) legati dietro la schiena, seguono con il battito delle mani il ritmo del coro di chiesa che durante tutte le 2,5 ore della cerimonia ci ha allietato con ritmi e voci indimenticabili.
Siamo ormai rientrati da qualche giorno e già sento la mancanza di tutti, bambini, mamme e personale dell'ospedale. Raccontare quello che ho provato è molto difficile ma è doveroso farlo per portare un messaggio a chi come me non ha avuto ancora la possibilità di vivere un'esperienza di vita cosi intensa. Sono partito dall'Italia senza alcuna aspettattiva, non sapevo a cosa andavo incontro e non ero minimamente in grado di comprendere i racconti di chi aveva già affrontato le vecchie missioni.
Andiamo in Ludoteca alle 15.00, abbiamo colorato l’ambiente e, per l’occasione, aggiunto altri lavori, gonfiato palloncini,preparato targhe ricordo; intratteniamo i bambini dell’ospedale ed al nostro arrivo sono già li ad aspettare. Abbiamo appuntamento con i bambini della scuola vicina. Sono 40-50 con le loro insegnanti. Le loro famiglie hanno avuto la lettera a casa per essere avvisati della festa pomeridiana. Hanno preparato lo spettacolino per noi e si esibiscono aggiungendo alle loro divise di ordinanza fasce colorate e cappellini di paglia.